Scrittore statunitense. La sua figura e la sua vita vengono ritenute tra le
più romanzesche e singolari della letteratura americana. Figlio di un
intellettuale vagabondo, che si rifiutò di riconoscerlo, assunse il
cognome del marito della madre, sposatasi dopo la sua nascita con un droghiere
di Oakland. Ancora adolescente fu costretto ad abbandonare gli studi a causa
delle difficili condizioni economiche nelle quali versava la sua famiglia.
Esercitò i più svariati mestieri: fu marinaio, guardiapesca,
cacciatore, cercatore d'oro in Alaska, impiegato postale, lavorante di tintoria.
Nel contempo riuscì a formarsi una vasta anche se frammentaria cultura
dedicandosi alla lettura di testi di narrativa, scienze, politica, economia, che
poteva reperire presso la biblioteca di Oakland. Ottenuti i primi successi
letterari nel 1900 con il libro di racconti
Il figlio del lupo,
pubblicò numerosi romanzi come
La figlia delle nevi (1902),
Il
popolo dell'abisso (1903) e
Il richiamo della foresta (1903), la
storia di un cane che abbandona la società umana per andare a vivere tra
i lupi. La sua intensa attività di scrittore continuò con romanzi
d'avventura come
Il lupo di mare (1904) e
Zanna bianca (1906),
storie a sfondo sociale come
Il tallone di ferro (1907), storie
autobiografiche come
Martin Eden (1909).
L. fu inoltre
corrispondente di guerra durante il conflitto russo-giapponese e nel 1914
seguì in veste di giornalista la rivoluzione messicana. Accumulate e
dissipate enormi ricchezze, tentata ogni esperienza, non esclusa quella
politica, lo scrittore si ritirò in una lussuosa villa della California,
ove morì carico di debiti e minato nel fisico dall'abuso di alcool e di
sostanze stupefacenti (San Francisco 1876 - Glen Ellen, California 1916).